Veniamo accolti nella sede di via Segusio, da Anka dell’associazione siculo-rumena “Si.Ro.”; il presidente è Giovanni Falsone, ma non è in sede al momento. L’associazione ha avuto affidato anche un altro stabile in Via Masaniello 4/A ma non è agibile.

La vostra associazione da quanti anni opera nel settore?

Dall’inizio del 2007, l’associazione è nata 7 novembre del 2006 e subito abbiamo iniziato a muoverci, ma siamo operativi dal gennaio 2007.

E di cosa vi occupate? Come aiutate le persone nello specifico?

Extracomunitari ne abbiamo pochi, perché dal 2007 rumeni e polacchi sono diventati cittadini europei (comunitari). Quei pochi che abbiamo provengono dallo Sri Lanka, dal Marocco, dalla Tunisia. Noi abbiamo la convenzione col Banco Alimentare; e una volta al mese, queste persone vengono a prendere le derrate.

Li aiutate ad inserirsi?

Questi sono già inseriti.

Vi è capitato di aiutare qualcuno nell’inserimento…?

Extracomunitari no. Devo sottolineare che noi non siamo mai stati inseriti in qualche progetto dell’assessorato e non abbiamo avuto finanziamenti da nessuno. Andiamo avanti con le nostre forze! Anche se abbiamo partecipato a gare d’appalto non siamo mai stati inseriti in progetti. Noi abbiamo operato in tutti i campi ROM di Catania anche per l’inserimento dei bambini a scuola, come appoggio al banco alimentare, assistenza medica, e quant’altro.

Fate assistenza per l’inserimento nel mondo del lavoro?

Si. Noi praticamente facciamo da tramite; chi ci conosce ci contatta per lavori come badante, muratore… Abbiamo anche l’elenco delle persone in cerca di lavoro, che mettiamo in contatto in certe situazioni.

Questa è l’unica sede in cui operate?

Si, in questo momento si. Quando ci è stata assegnata questa sede, sapete bene che è un bene confiscato, noi avevamo la sede in via Messina, dove pagavamo un affitto molto alto e i contratti non li abbiamo più fatti perché l’affitto lo pagava il presidente Giovanni Falsone di tasca sua, in quanto tra offerte volontarie e donazioni non abbiamo mai raggiunto la somma di cui avevamo bisogno per affrontare tutte le spese. Grazie a Dio e alla Prefettura di Catania in collaborazione col Comune ci è stata assegnata questa sede. Che dovrebbe essere anche questa ristrutturata…

Quanto tempo è passato dal momento della richiesta a quello dell’assegnazione?

Tra tutte le verifiche non più di 2 anni. Abbiamo fatto la prima richiesta verso il 2008, e ci è stato assegnato nell’ottobre 2012. Assieme a questa sede ci è stata assegnata un’altra sede in una traversina in via Medaglie d’oro; però quella non è agibile e stiamo cercando i fondi per ristrutturarla. È una bottega di 35 mq, se riuscissimo a ristrutturarla vorremmo creare un centro diurno per i bambini del quartiere per il doposcuola…

Perché non è agibile?

Intanto all’ingresso manca la porta-finestra e manca la saracinesca compatta, è a griglia. Si deve rifare tutto l’impianto elettrico e idraulico.

Questa ristrutturazione dovreste farla voi?

Certo perché il Comune non ci ha dato niente; stiamo cercando i fondi. Sarebbe comoda se fosse operativa,perché tanta gente proviene dal centro storico. Il 90% delle famiglie che stiamo assistendo col Banco alimentare sono italiane.

Il numero dei vostri assistiti varia?

Varia perché ci sono quelli onesti che una volta trovato il lavoro non si fanno più vedere. La richiesta da parte delle famiglie italiane è costante e giornaliera, però noi non possiamo aiutare tutti perché il banco alimentare non aumenta le quantità mensili di derrate. Noi ci regoliamo tante famiglie quanto è la media che il banco alimentare ci dà.

Riguardo al bene confiscato, avete avuto difficoltà dopo l’assegnazione?

Difficoltà di che tipo?

È sempre un bene confiscato alla mafia…

No. Anzi io voglio pensare che chi ha scassinato, portando via il computer tre anni fa, sia stato un balordo e non un atto intimidatorio. Nel computer avevamo la situazione dei nostri assistiti che stiamo faticando a ripristinare.
Sono entrati anche qui di fronte al centro Astalli, che al momento ci fornendo l’acqua visto che questa proprietà era abusiva ed essendo tale fare l’allacciamento dell’acqua e della luce è stato molto complicato, infatti noi abbiamo dovuto sborsare di tasca nostra 900 euro.

Come mai avete avuto assegnati due beni?

Perché erano in un unico blocco, e poi quello in via Masaniello è stato rifiutato da tutti perché inagibile.

Il comune di Catania come potrebbe aiutarvi in ciò che state facendo?

Magari a ristrutturare la sede; realizzare, dietro la sede, una struttura mobile con soppalco, con una grande sala che potremmo usare e che sia abbastanza grande anche per le riunioni della comunità.

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