L’appartamento in via Alfonzetti 73, nei pressi della Stazione, è calato in una dimensione domestica e familiare: qui vi è la sede del Centro Aiuto alla Vita, la cui gestione è prevalentemente in rosa, ma non solo. Ci accoglie l’intraprendente Caterina Caltagirone, una donna energica che è un vulcano di chiarezza di idee.

Quale attività svolge la vostra associazione ?

Ora vi spiego cosa faccio: io posso permettermi di andare dai politici e guardarli negli occhi e mettermi a ridere quando dicono quattro fesserie. Questo perché sono molto preparata, ho fatto corsi di aggiornamento grazie anche al Movimento per la Vita. Questo è un luogo dove il popolo della vita può esprimere al meglio quello che è.

Qui si fa volontariato e posso esprimermi al meglio. Propongo delle cose, queste mie proposte possono diventare esecutive, lentamente, non sono cose facili.

Io in questo momento sono completamente neutrale rispetto a tutto. Vedo, studio, osservo, parlo, mi faccio un’idea, metto quattro cose su Facebook… c’è un tempo per tutto, perché devi comunque avere una consapevolezza di ciò che fai e non è semplice. Noi tante cose le facciamo per quel senso di giustizia, che è tipico della gioventù. L’esperienza, in qualche modo ti plasma, però capisci che alcune cose si muovono solo in determinati modi e devi essere dentro al sistema, non fuori, perché da fuori … Secondo me c’è bisogno di attivarsi per alcuni temi, che sono importanti. Uno di questi, torno al Movimento per la Vita, è la dignità della vita umana.

Perché quando un bambino non ha il diritto di nascere perché lo Stato non gli garantisce assolutamente nulla, perché qualsiasi diritto che abbia, viene violato, ecco che già … noi possiamo parlare quanto vogliamo … ma il diritto alla vita è un diritto di tutti noi. È importante che si cominci a ripensare al modo in cui esprimiamo le nostre idee.

Noi abbiamo una forma di privacy, per cui le storie, non le possiamo portare fuori. Ancora non mi sento pronta ad affrontare questi temi, devo acquisire quella consapevolezza interiore, questi valori sono veramente dei valori e non soltanto cose con cui ci riempiamo la bocca.

Volendo potreste raccontare senza fare nomi e cognomi.

Ce ne sono davvero tante, non solo di disagio, ma anche di violenza, di difficoltà psicologica. Fino a ieri pomeriggio abbiamo avuto un incontro con una psicologa con cui abbiamo parlato di violenza, abbandono e tutto il resto. Perché carusi, ci sono storie di promiscuità bestiali. Chi non le vive, non le conosce e non le può neanche immaginare.

Quando tempo fa avete fatto la richiesta di assegnazione ?

Io allora non c’ero. La richiesta fu fatta nel 2001 o 2002 dal presidente Vittorio Paternò, poi gli fu assegnata la sede.

Avete atteso molto tempo ?

Non credo. Perché allora il Centro Aiuto alla Vita di Catania e il Movimento per la Vita di Catania erano rappresentati da persone dell’alta borghesia catanese… Paternò, si capisce no? Quindi c’erano contatti diversi. Prima di avere questo bene la nostra sede si trovava in via Morosoli.

Ovviamente lo avete in comodato d’uso ?

Si. Noi non paghiamo affitto, però paghiamo tutto il resto e le utenze.

Lo avete trovato in buone condizioni o avete dovuto fare dei lavori di ristrutturazione ?

No. Un lavoro minimo di pulizia.

Avete avuto problemi legati ad intimidazioni ?

No. Anche perché questa è un’attività che va incontro a questo tipo di persone.

Che attività svolge il Centro Aiuto alla Vita ?

L’attività del centro è l’accoglienza, l’ascolto e l’accompagnamento delle donne in gravidanza che hanno difficoltà. Il Movimento per la Vita nasce con la legge sull’aborto. Un 30% di persone che si sono opposte a questa legge sull’aborto hanno pensato di cominciare questa battaglia, non per la soppressione della legge, perché la legge è nata per le donne, ma perché l’aborto non sia usato come metodo anticoncezionale. Il nostro è un volontariato etico. Non facciamo un volontariato materiale. Il Movimento per la Vita è un movimento ideologico

In qualche modo interagite con i consultori ?

Interagiamo con i consultori, gli ospedali, gli assistenti sociali e con altre associazioni con cui ci scambiamo le utenze. Cosa facciamo: arriva qui questa ipotetica donna o noi la intercettiamo e l’accogliamo.

Siamo diventati un punto di riferimento per tutte le donne in gravidanza. Il nostro compito è quello di accogliere le donne in gravidanza fino al terzo mese. Diamo degli strumenti e poi decidono cosa vogliono fare. Se non abortiscono le accompagniamo. in un percorso che va dalla nascita del bambino fino ai due anni circa. Attualmente Catania non ha un assistenza che si occupa di questo, per cui le donne in gravidanza devono pagare tutto, tranne tre ecografie che per legge vengono garantite.

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