Prima di avviarci in via Pietra dell’Ova, facciamo una veloce ricerca su Internet per scoprire di cosa si occupa l’associazione Omega. Ci stupisce subito che appaia il civico 292 anziché il 133 previsto dall’assegnazione: il web comunque rivela che si tratta di una cooperativa che si occupa di smaltimento di rifiuti sanitari speciali.

Ci avviamo per fare un primo sopralluogo e ci troviamo davanti una graziosa villetta, un tantino trascurata: muri pieni di crepe e un cortiletto pieno di erbacce. Proviamo a citofonare ma il citofono è letteralmente sciolto, bruciato, sicché è impossibile provare a vedere se dentro l’edificio ci sia qualcuno, anche se è chiaro da come sono sbarrate porte e finestre che non ci sia anima viva.

Mentre ci accingiamo a fare qualche scatto all’edificio, ci chiediamo a chi possa essere stato confiscato un edificio così imponente… Ma non abbiamo neanche il tempo di avanzare ipotesi perché un cartello coloratissimo colpisce subito la nostra attenzione: “Si organizzano corsi di pittura, per informazioni chiamare ai seguenti numeri”.

Strano che una cooperativa che dovrebbe occuparsi di smaltimento di rifiuti organizzi corsi di pittura ma per non peccare di malafede chiamiamo subito a uno di quei numeri per farci dare informazioni in merito.

Andiamo in uno dei giorni di ricevimento chiedendo un appuntamento con il presidente dell’Omega, Sebastiano Caruso, che è il signore che ci accoglie e che abbiamo finalmente il piacere di conoscere: ci dice che al momento è in riunione e ci fissa un appuntamento per due giorni dopo. Non si presenta nemmeno due giorni dopo. Alla fine dopo diverse peripezie e telefonate, finalmente ci riceve rilasciandoci un’intervista.

Di cosa si occupa la vostra cooperativa?

Facciamo corsi di formazione per i medici, diamo crediti, il nostro obiettivo principale sono le dipendenze patologiche, nello specifico l’alcolismo. Stiamo aprendo a giorni una struttura sanitaria a Verzella, nel territorio di Castiglione di Sicilia, sarà la seconda, ne abbiamo una già Padova.

Come finanziate la vostra attività?

Questa è autofinanziata, è una struttura a regime libero professionale. Con la regione Sicilia abbiamo un problema in quanto non ha mai accettato la normativa, anche se l’alcolismo è una patologia, così come indica il servizio nazionale così si rimandano gli alcolisti per la disintossicazione nei reparti di psichiatria.

La sede in cui operate è vostra?

No, questa è della ICP, Istituto Case Popolari. Ultimamente ci stiamo occupando degli extracomunitari, infatti stiamo acquisendo l’IPAB di Giarre, dove metteremo una trentina di persone.

Consultando la lista dei beni confiscati alla mafia di Catania risulta che avete assegnati due beni?

Si, uno in via Pietra dell’Ova che utilizziamo per dei corsi gratuiti di pittura per anziani.

E che c’entra con la vostra attività?

Non c’entra con la nostra attività, diciamo che… non essendoci un punto di ritrovo nel nostro territorio per gli anziani e noi operiamo nel sociale ed abbiamo una struttura libera…

Attualmente i corsi sono attivi?

Attualmente no, abbiamo finito a gennaio l’ultimo. Dal prossimo mese partiranno altri corsi di tre mesi.

Quanta gente avete avuto nei vostri corsi?

Ci sono state punte di 20-18 persone.

Organizzata da voi o in collaborazione con un’altra associazione?

Da noi.

Ma la sede è stata assegnata per questo scopo oppure è un iniziativa…

La sede è stata assegnata come sede sociale, inizialmente ho presentato un progetto con la Fondazione premio Sud per trasformarla in una struttura sanitaria, ma questo progetto non è andato a buon fine. Successivamente è uscito il bando della Regione Sicilia, in cui c’erano dei fondi disponibili della Comunità Europea per la ristrutturazione dei beni confiscati alla mafia. Allora io ho fatto la richiesta al comune di Catania che non ha voluto sentirne completamente! Infatti è stata l’unica provincia in Sicilia a non presentare domande per ristrutturazione ai beni confiscati alla mafia. Ancora ci sono dei fondi fermi, fondi europei che non stanno utilizzando. Ho parlato con l’assessore… e si dovevano mettere d’accordo!

Con quale assessore?

Allora ne ho parlato con Troiano, avevo addirittura presentato il progetto. Troiano a sua volta ne doveva parlare con l’assessore al patrimonio. Siccome c’erano attriti politici tra di loro, questo progetto non è mai partito.

Da chi vi è stato assegnato quell’edificio?

Io su quell’edificio ho dovuto fare una trafila, ho un ottimissimo rapporto con l’Agenzia Nazionale. L’Agenzia Nazionale allora mi aveva assegnato un altro bene su Catania, che adesso non ricordo quale fosse. Mi hanno inviato il fax e contemporaneamente lo hanno inviato anche al comune di Catania. Così dopo un paio di giorni mi sono presentato al Comune con questo fax in mano e dall’Ufficio al Patrimonio mi sono sentito dire che questo bene era stato già assegnato!

In base a quali criteri?

Non si è capito! A quel punto mi è stato chiesto di firmare una rinuncia a quel bene, giustamente loro dovevano giustificarsi con l’Agenzia Nazionale. Io non l’ho mai voluta firmare, perché ho visto delle irregolarità allucinanti, così mi hanno proposto questa, era un rudere! Questa struttura è un ripiego. Ora ne sto prendendo un’altra a Catania, sempre confiscata alla mafia.

Questo bene di via Pietra dell’Ova in che condizioni si trova?

Uno degli appartamenti l’ho ristrutturato. Il resto è tutto da ristrutturare, è rimasto per troppo tempo disabitato. Il Comune era già in possesso di questo bene da 5 o 6 anni, senza assegnarlo a nessuno.

A voi quando è stato assegnato?

Due anni fa. Non ho mai capito al comune di Catania che giro c’è su questi beni sequestrati!

Lei sta affermando che non si sa quale sia la metodologia sull’assegnazione dei beni?

È così!

Lei ha avuto il bene tramite l’Agenzia Nazionale e poi…?

L’Agenzia mi ha inviato il fax e contemporaneamente ha segnalato al comune di Catania la disponibilità del bene e che io, come cooperativa, avevo tutti i requisiti per poterlo acquisire e tutto il resto. Dopo una serie di discussioni hanno ripiegato su questo, perché me ne dovevano dare un altro, una villetta di 150 metri con 200 metri di giardinetto.

In via Randazzo?

No, in via Radazzo è successo lo scandalo…! Me l’ha detto l’Agenzia Nazionale quello che è successo.

Il progetto sugli immigrati di cui parlava, l’ha presentato come cooperativa Omega?

No, la Omega non esiste più qua. La Omega ha presentato il progetto RICREA, che abbiamo finito e stiamo rendicontando.

La villetta si trova a Catania o Vaccarizzo?

A Catania…

Noi non abbiamo le carte aggiornate…

No guardi che quelle aggiornate non ce l’hanno ne loro e nemmeno l’Agenzia Nazionale…

Non ce le ha nessuno, lo sappiamo bene…

Ho dei buoni rapporti con il maresciallo Raccuia, uno dei dirigenti dell’Agenzia Nazionale di Reggio Calabria e spesso mi dicono di andare a guardare direttamente in tribunale. Sono stato uno di quelli che ha contestato tantissime cose: ad esempio, l’Ufficio al Patrimonio sta pagando una valanga di soldi ogni anno, un milione di euro all’anno per l’affitto di un capannone industriale. Con tutti i capannoni sequestrati alla mafia che ci sono e restano lì, morti! Ho avuto il coraggio di dirglielo in faccia, quindi io sono uno di quelli che da fastidio…

State utilizzando la sede?

Noi la sede la stiamo utilizzando per i corsi di pittura…

Noi abbiamo telefonato ad uno dei numeri segnati per i corsi di pittura…

No, non risponde perché stiamo cambiando linea, il numero adesso è questo…

Hanno risposto due persone e hanno detto che i corsi di pittura non si svolgono da ottobre!

Ha risposto Eleonora Catania, una delle insegnanti che abbiamo tolto… e poi è subentrato un altro, infatti, adesso ci stiamo riorganizzando, perché contemporaneamente ai corsi di pittura ho acquisito tutta l’attrezzatura per i corsi di ceramica…

A noi risulta che la cooperativa Omega sia una cooperativa di smaltimento rifiuti…

No

Sul web risulta essere così…

L’Omega ha lavorato in passato con il verde pubblico a Catania, e poi è una cooperativa di tipo A e di tipo B

Coop.Omega - via Pietra dell'Ova 133 - 07

Che significa?

Che noi possiamo lavorare sia sull’inserimento lavorativo che sul sociale. La cooperativa ha lavorato parecchio sul verde pubblico qui a Catania, all’epoca non ero io il presidente. Io ho lavorato al progetto RICREA e su bandi Europei.

Però le chiedo di verificare su internet, perché c’è il nome della vostra cooperativa e in più l’indirizzo di via Pietra dell’Ova 292 e un numero telefonico che risulta essere inesistente.

E risulta una cooperativa di smaltimento rifiuti…?

Esattamente così… smaltimento rifiuti speciali.

Devo vedere chi è che lo sta pubblicando?!?

Appaiono anche il suo nome e cognome, infatti, abbiamo appreso le prime informazioni proprio dal sito. In ogni caso tutti i siti che riportano informazioni sulla cooperativa Omega informano che questa sia una cooperativa di smaltimento rifiuti speciali.

Attenzione eh! Perché qui a Catania di cooperativa Omega ce ne sono tante…. Noi non abbiamo mai fatto smaltimento rifiuti…

Invece risulta che vi occupate di smaltimento rifiuti sanitari…

Magari avessi avuto una concessione di questo tipo… a quest’ora sarei ricco!

Ci siamo stupiti nel constatare che una cooperativa di smaltimento rifiuti svolgesse in realtà corsi di pittura per anziani. Volevamo infatti chiarire proprio questo con lei… inoltre ci risulta che il bene non è utilizzato da tempo per nessuna attività, oltre ad essere in condizioni di degrado…

Noi l’abbiamo ripristinato…

Non possiamo vederlo?

Non ho le chiavi con me, ce l’ha Gaetano…

Anche perché se il bene non è utilizzato potrebbero usufruirne altre associazioni per svolgere attività nel territorio!

Il problema non è questo, si potrebbero fare cento cose, solo che lì ci sono da spendere circa duecentomila euro e un’associazione capace di spendere così tanto non la trova!

Tutte le altre associazioni che hanno avuto accesso a dei beni confiscati alla mafia si sono occupate anche della ristrutturazione.

No… no! Non è così, conosce quell’associazione che gestisce il centro immigrati…

Centro Astalli?

…hanno acquisito la struttura confiscata alla mafia, dopo tre mesi hanno chiamato i NAS, che hanno stilato un verbale ed hanno costretto il Comune a ristrutturare tutti i locali…

Può dirci qual è il decreto legge sui finanziamenti per la ristrutturazione dei beni confiscati alla mafia?

È un bando della regione Sicilia. Se ne occupa l’Assessorato alla Famiglia…

Assessorato alla famiglia!?! Che cosa c’entra con i beni confiscati alla mafia?

I Fondi passano per l’Assessorato alla Famiglia, perché lì, al primo piano c’è il dottore Fina (Pietro Fina, dirigente del coordinamento attuativo fondi europei – N.d.R.), che gestisce i Fondi…

È attinente ai beni confiscati alla mafia?

È attinente ai beni confiscati alla mafia! Vi basta andare sul sito, Assessorato alla Famiglia e lo trovate su “bandi e avvisi”. Ancora è aperto. Tutte le Provincie hanno presentato dei progetti, tranne Catania. Ancora ci sono dei Fondi fermi, non mai capito perché il comune di Catania non abbia mai partecipato.

Riassumendo voi vi occupate d’immigrazione…

Immigrazione è un campo che stiamo provando da poco!

Dipendenze patologiche…

Specialmente quelle da alcolismo.

Quindi la vostra attività si fonda essenzialmente sui progetti che avete realizzato? E adesso che non ce ne sono?

Io il mese prossimo aprirò la struttura di Verzella, possibilmente questo mese. Palermo mi ha autorizzato e sto aspettando l’autorizzazione dall’Ufficio Igiene di qua…

Se andrete a Verzella, questa struttura che fine farà?

Queste si manterranno e si andrà avanti lo stesso. Questa è la sede legale dell’Omega, quindi da qua vengono sviluppati progetti e si lavora come amministrazione.

Nascete nel 2001?

Si, però io questa cooperativa l’ho presa quattro anni fa!

Ci fu una ristrutturazione organizzativa nel 2011?

Nel 2011 io ho presentato RICREA, è stato approvato, 486mila euro di progetto, ho rilanciato questa cooperativa nel momento in cui l’ho presa.

Quindi non vi autofinanziate lavorate solo con i Progetti europei?

Normalmente lavoriamo con i Progetti. Su questo ho messo un autofinanziamento del 20 %, sono risorse umane, il resto lo prendiamo da loro. È normale, qualcuno a noi i soldi ce li deve dare!

Questo vuol dire che nel momento in cui non ci sono Progetti finanziati voi restate fermi?

Infatti quest’anno la regione Sicilia non finanzia Progetti.

Questa è una differenza sostanziale, perché la maggior parte delle altre associazioni sono autofinanziate.

Guardi autofinanziate… ci sono quelli che prendono l’8 x 1000. Non ho mai fatto tante cose, conto sulle nostre forze.

Sulla forza dei Progetti!

Se non formulo un progetto come si deve questo non passa!

Vedo che lei è molto orientato sul nostro territorio, com’è possibile che lasci qui soltanto la sede amministrativa senza che il territorio possa beneficiare delle vostre attività?

Sarò onesto e cattivo per giunta! Io con il comune di Catania non intendo lavorarci!

Però le è stata affidata una bene, questa non è coerenza?

Lavorare in questa città vuol dire fare il tira piedi, se no non si lavora. Siccome io il tira piedi non lo faccio a nessuno, mi tengo la struttura e vado a lavorare in altri paesi.

Anche perché la struttura le è stata assegnata per svolgere scopi sociali.

Infatti io farò un ultimo tentativo, stanno per uscire altri bandi…

Il bene le è stato assegnato nel 2013, scade nel 2016?

No, mi è stato affidato per 11 anni…

Com’è possibile?

Il comune di Catania assegna il bene per un minimo di nove anni!

No, il termine è di tre anni, rinnovabili!

Vi dirò di più, a me è stato assegnato per nove anni, poi ho presentato il progetto alla Fondazione del Sud, mi serviva per 11 anni e il Comune me l’ha portato a undici.

Su questo chiederemo spiegazioni, perché non è possibile che le altre associazioni abbiano avuto i beni assegnati soltanto per tre anni e il suo risulta, a questo punto essere un’eccezione.

Sfortunatamente chi assegna il bene (non so se lo conoscete…) è una persona tutta da scoprire…

E lo scopriremo!

Io sono amministratore unico di questa cooperativa. Politicamente affianco Giuseppe Lupo, rappresento lui in tutto il territorio di Catania e Messina, e questa discussione in sede ARS a Palermo l’ho portata tantissime volte.

Con quali risvolti?

Quel signore che assegna i beni a Catania è un parente stretto, credo un nipote, di Stancanelli in poche parole “non si può toccare”! Infatti, vede, l’assegnazione dei beni a Palermo è diversa. Conosco l’ingegnere che procede alle assegnazioni, una donna, bravissima persona, assegna in base ai requisiti e tutto il resto. Catania assegna in base a “tu chi sei!” è una realtà che non si riuscirà mai a smontare, vi dirò di più, io avevo un carissimo amico, il signor Palermo, che lavorava nel dipartimento Beni sequestrati, ha chiesto il trasferimento perché non ne poteva più di vedere porcherie. Infatti con Catania non ci tratto! Io telefono a Raccuja e chiedo: “Come siamo combinati?” Perché Catania è uno schifo! Quando c’è stato il boom con il Megafono lista Crocetta, loro avevano pensato di creare un Ufficio Gestione beni sequestrati collegato con l’ESA (Ente di Sviluppo Agricolo Regione Sicilia N.d.R.), così da toglierli al Comune e gestirli direttamente dall’Assessorato di Palermo. C’è stato un boom, ma poi non è successo niente!

Lei conosce il nome del nipote di Stancanelli?

È l’architetto… Catalano, all’Ufficio del Patrimonio. Questo è tutto particolare; l’altro giorno mi ha visto al Comune e si è messo a gridare: “Io quella struttura te la tolgo!”, ho detto: “Scusa ah…! ma tu chi sei? Aspetta un attimo… quella struttura… tu sai la cazzata che hai combinato e che io non ho firmato, che dipende dalla Nazionale e non dipende da me!”

“Io ti faccio vedere che…”

“Ma fai quello che vuoi!” io devo sottostare alle sue idee, a me non interessa! Domiciliari, handicap, minori, ce li ho tutti! Però ai bandi su Catania non partecipo, è inutile vincere un bando… poi che faccio? Il servizio lo devo garantire, i soldi me li danno… a quando me li danno! Quindi come dobbiamo lavorare in questo territorio? Poi parlo con l’assessore che mi risponde: “No, no, tutto tranquillo!”

Quelli che lavorano con voi sono regolarmente retribuiti?

Si, quelli della cooperativa sono regolarmente pagati…

Questi pagamenti sono idonei?

Certo, per questi progetti viene un revisore contabile della Regione Sicilia, quindi dobbiamo rendicontare tutto, su quello non possiamo giocarci! Quello che fa schifo sono i comuni! Con i Fondi europei noi camminiamo tranquillamente! Perché là, diciamo, stiamo alla regola! Adesso mi hanno assegnato un altro pezzo di terreno.

Sempre un bene confiscato alla mafia?

Praticamente dopo i lidi della Playa, un pezzo di terreno con canneti… un infinità!

Ma la lista è visibile…?

Non l’ho mai potuta vedere…

Non esiste!?!

Non c’è, quando parlo con l’Agenzia Nazionale mi dicono: “guarda noi ne abbiamo dieci iscritti…”

Questo bene le è stato assegnato dall’Agenzia Nazionale quest’anno?

Lo scorso anno, marzo/aprile, mi hanno chiamato loro dicendo: “Guarda il comune di Catania ha rinunciato a questo bene, non lo vogliono, che fa te lo prendi?”

…Così!?! Quindi l’Agenzia Nazionale ha avuto la briga di contattarla…

Si perché il Comune di Catania, rinuncia! Quando li segnalano… oppure mi hanno detto che in questo momento ci sono 21 o 22 beni fermi al tribunale, che il Comune di Catania dovrebbe andare a prenderli in carico, cosa che non hanno mai fatto! Perché è un settore che non interessa.

Hanno paura?

No, non è paura, quando io sono arrivato in via Pietra dell’Ova, i primi giorni trovavo dei bossoli d’arma da fuoco, sono andato avanti per un mese e mezzo, un giorno si è presentato un signore: bracciali, anelli e collane… ho pensato: “Qua siamo!” lui mi ha chiesto: “senti ma tu con questa cosa che ci devi fare?”

Ed ho risposto: “un posto per i vecchietti, per passare loro il tempo, tanto chiusa per chiusa…!”

Questo mi dice: “Una volta questo era mio! Però quello che stai facendo mi piace”.

Bossoli sparati non ne ho trovati più! Ho poi scoperto che questa persona abita qua di fronte. Di là nella mansarda ho trovato uno scatolo pieno di pacchetti di sigarette vuoti, dentro ogni pacchetto c’era un ritaglio di giornale con un articolo che parlava della famiglia Laudani, perché qua ci abitavano i Laudani! Ho preso lo scatolo e l’ho gettato nella spazzatura. Quando ho raccontato l’accaduto al Comune mi hanno risposto così: “non fare storie, perché ti metti nei casini con la magistratura!”

Abbiamo incontrato il sig.Sebastiano Caruso in un secondo momento e ci ha aperto le porte dell’immobile sito in via Pietra dell’Ova 133. Cogliamo l’occasione per parlare un altro po’ con lui.

I corsi di pittura si svolgevano qui?

Dovranno ripartire a breve. Ogni volta che piove entra acqua da tutte le parti! Questo appartamento l’ho già fatto ridipingere tre volte. Questa struttura l’abbiamo ristrutturata con i nostri soldi.

È una struttura molto grande!

Sono centoquindici metri, cinque appartamentini. Se il Comune avesse approvato il progetto presentato da me, la struttura sarebbe finita già da tempo. Praticamente ci sono i Fondi fermi all’Assessorato alla famiglia, e l’unica provincia che non ha presentato progetti per la ristrutturazione dei beni sequestrati alla mafia è Catania. La Prefettura mi ha chiesto diverse volte questo bene per poter alloggiare gli extra comunitari.

Come centro accoglienza non sembra essere adeguato!

Con l’emergenza che abbiamo in questo momento, vanno bene anche otto posti letto. Guardi io su Giarre, ormai sono agli sgoccioli, là, sto facendo ufficialmente una richiesta di 30 posti letto, con una capienza di 140 posti letto.

Ha una struttura anche lì?

Sto firmando i contratti in questi giorni… è una struttura di proprietà della Regione Sicilia, penso che accoglieremo ragazzi e minori non accompagnati.

In che formula sta acquisendo questo bene?

La sto affittando. È un’IPAB, dentro c’è una cooperativa che è stata denunciata e devono lasciare la struttura, e sto subentrando io per la gestione. Avanti ieri mi sono incontrato con il dirigente della Prefettura che mi ha detto di muovermi!

Lei ha realizzato dei progetti con le cooperative di Reggio Calabria?

Abbiamo presentato RICREA in Campania, ed è in fase collocazione. Anch’io sto cercando di spostarmi e se le cose vanno come penso io porterò la sede in Calabria. Abbiamo troppe normative non riconosciute dalla Regione, tante di quelle leggi Nazionali mai recepite, mentre Reggio Calabria ha tantissime normative e leggi che mi permettono come cooperativa di poter attingere ai Fondi. Qui invece di mi dicono che non avendo regolamentato non hanno capitoli di spesa. Inoltre parlando con l’assessore al bilancio Bacceri mi diceva che gli stipendi ai dipendenti della Regione Sicilia sono garantiti fino a dicembre, che non stanno pagando le società partecipate perché non ci sono soldi e da gennaio bisognerà attendere che Renzi si decida se inviarci oppure no i soldi, la situazione è questa! L’altra sera sono stato a cena con Nicola Galizzi, segretario particolare di Bacceri, anche lui confermava quello che diceva Bacceri. L’altro problema grosso… “se non salta Crocetta… qua!?! continueremo a camminare su questa linea…”

Perché prima di Crocetta era meglio?

Con Raffaele Lombardo si lavorava diversamente, quando andavo da Raffaele e gli mettevo un progetto in mano, gli dicevo che era valido e quel progetto passava! E si camminava… il progetto RICREA è stato approvato ai tempi di Raffaele.

Cosa è cambiato con la presidenza di Crocetta?

Intanto non è capace come presidente, e poi si è circondato di persone che non hanno esperienza, si è portato dietro il suo gruppo pensando di andare a gestire la fabbrichetta. Con Lombardo si ragionava diversamente. Adesso se vado da Rosario Crocetta lui mi dice: “si… tranquillo, non ci sono problemi!” ma come esco dalla stanza lui ha già dimenticato tutto. Perché non è lui che dirige la baracca, sono altre persone attorno a lui. Ad esempio voi conoscete la dott.ssa Monterosso? io l’ho conosciuta dodici anni fa… aveva un 126 scassato, maestrina di una scuola… ha vinto il concorso alla Regione, nell’arco di sedici, diciassette anni è diventata dirigente generale, adesso è sotto inchiesta in quanto si sono resi conto che non ha i requisiti per poter esercitare. Se ne sono accorti adesso!

Raffaele Lombardo successivamente è stato indagato…

Anche Cuffaro… ricordiamoci sempre una cosa: “che in Sicilia o si arriva a degli “accordi” o non si governa!”

Bisogna sempre scendere a compromessi?

Non abbiamo vie di scampo, perché i nostri politici sono corrotti…

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