Viaggio all’interno della Moschea di Catania

Assalham Allekum. “La Pace sia con voi”. Sorrisi e strette di mani anticipano la preghiera del Venerdì. Si entra scalzi. Negli spazi adibiti al Wodo (all’abluzione), i fedeli prima di presentarsi al cospetto di Allah, devono seguire un rito purificatore, che consiste nel lavare alcune parti del corpo, come il viso, le mani, le braccia e i piedi.

Il profumo d’incenso avvolge chiunque entri in Moschea e conduce verso l’interno, dove lo sguardo si perde tra i colori che richiamano la terra e il cielo. La maggior parte dei fedeli indossano gli abiti tradizionali dei propri paesi, un tripudio di colori che crea un quadro fuori dal tempo.

L’immenso tappeto rosso con le sue decorazioni e diagonali orientate verso la Mecca, riproduce degli spazi con arcate, dove ogni singolo fedele si adagia e trova la propria dimensione di preghiera individuale.

Le donne e i bambini accedono alla Moschea dall’ingresso laterale, salgono su per le scale, lasciano le loro scarpe e delicatamente si dispongono in modo casuale. L’ambiente è più piccolo e la luce che filtra illumina i volti e le mani in preghiera, seguita attraverso uno schermo televisivo che trasmette l’immagine fissa sul minbar (pulpito).

La comunità Islamica, presente a Catania sin dai primi anni Settanta, è caratterizzata da un gruppo eterogeneo di etnie proveniente da ogni angolo del mondo: africani, mauriziani, bengalesi, afghani, marocchini, turchi, algerini, pakistani, iraniani, iracheni. La maggior parte di loro sono giunti con i “barconi” e sono stati accolti dalle donne e gli uomini nel rispetto dei principi sacri di fratellanza del Corano.

Integrati nel tessuto sociale della nostra città, svolgono lavori di ogni genere, spesso con diritti non riconosciuti, scendendo a compromessi con una città che vive in un’illegalità diffusa. Per alcuni di loro Catania rappresenta una destinazione temporanea, in attesa di giungere in paesi che permettono un tenore di vita migliore. Per tutti gli altri, invece, la città etnea è rimasta la destinazione definitiva. L’attuale moschea di Catania, il cui nome è “Moschea della Misericordia”, inaugurata nel Dicembre 2012, è la più grande del Meridione e si pone come punto di riferimento per oltre ventimila fedeli nella sola provincia di Catania ed oltre settantamila in tutta la Regione.

Dentro la Moschea il brusio viene interrotto dalla voce prorompente dell’Imam (guida spirituale) che recita il testo sacro seguito dal sermone rigorosamente in lingua araba. Per qualche momento si ha l’impressione di trovarsi altrove.

Uno studente universitario di origine araba traduce e legge il sermone in lingua italiana, ed è in questo preciso istante che scopriamo il vero volto dell’Islam. Pace, fratellanza e preghiera sono alcuni dei punti cardine dell’Islam, ma ciò che cattura la nostra attenzione è la dichiarazione pubblica dell’Imam Keith Abdelhafid che, in netto contrasto con quanto sta accadendo nelle regioni colpite dalle azioni terroristiche per mano dei gruppi fondamentalisti, jihadisti e seguaci della più recente organizzazione conosciuta con il nome di ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e al-Sham), recita:

Crediamo nell’unicità del nostro Dio, crediamo nel nostro Profeta (pace e benedizione su di lui), crediamo nella Giustizia e nella pace, […] l’Islam e i musulmani sono portatori di una grande civiltà e non siamo sciocchi a tal punto che alcuni eventi possano rappresentarci come criminali, assassini e terroristi. Il nostro Profeta ci insegna che donare il sorriso al tuo prossimo è una carità. L’Islam ha dato la possibilità a chiunque di fare del bene. Tutti hanno questa opportunità. Non costa niente a fare del bene. Questo è l’Islam. L’Islam non è quello che vogliono far vedere. L’Islam non sono quelle migliaia di criminali, di assassini e di animali. L’Islam non c’entra nulla con tutto questo, […] dobbiamo essere attenti a ciò che ci circonda. Noi con sincerità non abbiamo nessuna colpa e vogliono a qualsiasi costo farci indossare eventi che accadono a migliaia di chilometri di distanza da noi.

[…] “Dopo i comunicati ufficiali delle Comunità Islamiche Italiane che sono stati inoltrati ad oltre mille agenzie di stampa, ne sono stati pubblicati solo due. Per questo dobbiamo essere fratelli, uniti in questi momenti difficili. Sono momenti di prova. Abbiamo la nostra certezza che la giustizia e la verità sorgeranno nella nostra terra.

Al termine della preghiera, mentre i fedeli escono dalla sala, c’è chi provvede alla raccolta delle offerte per l’acquisto di beni di prima necessità per i più bisognosi, musulmani e catanesi. Non c’è distinzione. Non c’è alcuna differenza. Un solo ed unico legame ci unisce. L’uomo nella sua essenza e semplicità.

Così si conclude il viaggio all’interno della Moschea.

La pace sia con te. Wa Alaikum Assalham.

Clicca il link seguente per l’articolo in lingua Araba: رحلة في رحاب مسجد كتانيا

Daniela Calcaterra

La specializzazione in Progettazione Artistica per l'Impresa e quella in Conservazione, Tutela e Gestione dei Beni Storico Artistici, conseguiti presso l'Accademia di Belle Arti di Catania hanno accresciuto l’esperienza nel settore fotografico. Col tempo è maturata la consapevolezza della rapidità ed unicità intrinseche nel medium fotografico, tanto da sceglierlo tra i tanti strumenti atti a raccontare i piccoli frammenti del vissuto che costituiscono buona parte della memoria collettiva.

Dario Lo Presti

Dario Lo Presti nasce a Catania nel 1983. Inizia ad appassionarsi alla fotografia negli anni universitari, sostenendo alcuni esami e frequentando un laboratorio di fotogiornalismo umanistico e sociale. Nei primi mesi del 2013 segue un corso di fotografia avanzato con la fotografa professionista Rosaria Forcisi, con l’obiettivo di sviluppare le tecniche fotografiche di base, affinare le sue capacità creative/visive e approfondire la conoscenza dei vari generi della fotografia professionale. Nello stesso anno collabora con l’Associazione Culturale Artea come fotografo degli eventi.

Francesco Nicosia

La creatività e la passione del racconto mi hanno sempre portato a conoscere diversi media, dalla scrittura creativa, alla composizione musicale, fino ad arrivare alla fotografia. Le conoscenze acquisite durante la formazione nel settore informatico, mi permettono di trasmettere il mio amore per la fotografia anche attraverso i più moderni mezzi di diffusione della comunicazione. Il progetto artistico "Half faces", realizzato nel 2014, mi ha permesso di mettere insieme le due tecniche, fotografica e pittorica, creando delle opere In cui, la luce degli occhi e l’anima dei personaggi ritratti escono fuori, mostrando talvolta il lato estetico e anche il più intimo. Ed è questo l'obiettivo che propongo nei miei reportage fotografici: essere quanto più coerente possibile con la realtà che si mostra ai miei occhi.

Alfredo Magnanti

Nato a Catania nel 1974, a diciassette anni completa gli studi umanistici e nel 2003 si laurea in Architettura presso la Facoltà di Reggio Calabria. Dallo studio della composizione e dalla gestione e realizzazione di renders fotorealistici usati per illustrare i progetti architettonici, nasce l'interesse per l'utilizzo dell'immagine fotografica come mezzo espressivo. Affascinato dall'universo fotografico, nel 2008 frequenta un corso base di fotografia analogica e digitale presso l'Associazione fotografica "Le Gru" di Valverde, alla quale si associa. Successivamente segue un corso avanzato di fotografia digitale presso lo studio professionale del fotografo Ignazio Mormino a Catania. Acquisita dimestichezza con la macchina fotografica, si appassiona al racconto fotografico e al reportage; nel 2013 frequenta un workshop di fotografia giornalistica tenuto dal fotoreporter catanese Fabrizio Villa è patrocinato dalla "Nikon School", lo stesso anno, partecipa ad un workshop di reportage fotografico seguito del fotogiornalista Emiliano Mancuso in collaborazione con il National Geographic Italia. Nel 2014, presso l'associazione GAPA di Catania, frequenta un ulteriore corso di fotografia sociale e giornalistica tenuto dal fotogiornalista Giovanni Caruso, il fotoreporter Alessandro Romeo e la fotografa Mara Maria Trovato, conclusosi con un seminario del fotogiornalista Tano D'Amico e impreziosito dalla cooperazione con le redazioni de "I Siciliani giovani" e "I cordai", con le quali attualmente collabora.

Daniela Calcaterra

La specializzazione in Progettazione Artistica per l'Impresa e quella in Conservazione, Tutela e Gestione dei Beni Storico Artistici, conseguiti presso l'Accademia di Belle Arti di Catania hanno accresciuto l’esperienza nel settore fotografico. Col tempo è maturata la consapevolezza della rapidità ed unicità intrinseche nel medium fotografico, tanto da sceglierlo tra i tanti strumenti atti a raccontare i piccoli frammenti del vissuto che costituiscono buona parte della memoria collettiva.

Francesco Nicosia

La creatività e la passione del racconto mi hanno sempre portato a conoscere diversi media, dalla scrittura creativa, alla composizione musicale, fino ad arrivare alla fotografia. Le conoscenze acquisite durante la formazione nel settore informatico, mi permettono di trasmettere il mio amore per la fotografia anche attraverso i più moderni mezzi di diffusione della comunicazione. Il progetto artistico "Half faces", realizzato nel 2014, mi ha permesso di mettere insieme le due tecniche, fotografica e pittorica, creando delle opere In cui, la luce degli occhi e l’anima dei personaggi ritratti escono fuori, mostrando talvolta il lato estetico e anche il più intimo. Ed è questo l'obiettivo che propongo nei miei reportage fotografici: essere quanto più coerente possibile con la realtà che si mostra ai miei occhi.

Dario Lo Presti

Dario Lo Presti nasce a Catania nel 1983. Inizia ad appassionarsi alla fotografia negli anni universitari, sostenendo alcuni esami e frequentando un laboratorio di fotogiornalismo umanistico e sociale. Nei primi mesi del 2013 segue un corso di fotografia avanzato con la fotografa professionista Rosaria Forcisi, con l’obiettivo di sviluppare le tecniche fotografiche di base, affinare le sue capacità creative/visive e approfondire la conoscenza dei vari generi della fotografia professionale. Nello stesso anno collabora con l’Associazione Culturale Artea come fotografo degli eventi.

Flavia Iraci

Laurenda in "lettere moderne" ed allieva all'Accademia Internazionale del Musical di Catania. Per tanto tempo ha inoltre fatto parte di associazioni di volontariato attive nel campo sociale, come una piccola ma grande "Casa Azzurra" dal nome della casa natale della sua pittrice preferita Frida Kahlo. Fin da bambina è presa dalla passione per la fotografia, attraverso la quale cerca di cogliere le sfumature, la bellezza e le contraddizioni che le scorrono dentro e fuori di sè.

Stefania Mazzara

Fotografa freelance, nata a Catania nell ’87.Si accosta alla fotografia durante gli studi umanistici,prediligendo soprattutto il ritratto ambientato,la fotografia di scena e la street photography.Attraverso la partecipazione a numerosi workshop si accosta al reportage, tentando così di giungere alla sintesi di ciò che i suoi occhi vedono e ciò che ha dentro di se.

Teresa Zingale

Da una formazione artistica le nasce la passione per la fotografia. L’esperienza nel settore sociale e del volontariato ha maturato in lei il desiderio di comunicare emozioni, ingiustizie, passioni attraverso lo scatto fotografico.

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